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Luigi Baldacci:
Quello che stupisce nella poesia di Scarselli è la tenuta di tutti i suoi singoli momenti, l'arco della tensione (...) Questo poeta avrebbe la forza di cambiare le regole del gioco; se, naturalmente, il banco glielo consentisse.

Giorgio Barberi Squarotti:
Una sulfurea eloquenza che fa pensare ai sommi esempi della poesia barocca (...) C'è una disperata tragicità, che si esprime attraverso la rappresentazione dell'orrore e della degradazione, ma dove il discorso religioso ha una grande risonanza (...) Mentre la maggior parte dei poeti dice parole, la poesia di Scarselli dice verità.

Vittoriano Esposito:
Per la sua carica dirompente, Veniero Scarselli si conferma poeta assolutamente nuovo (...) Il grande assunto di Scarselli è di rifondare una poesia di pensiero che si distingua per gli alti contenuti spirituali e morali.

Emerico Giachery:
Epica grandezza, coraggio dello scavo in dimensioni esorcizzate spesso per viltà e poco consone allo snobismo dei letterati, che rifiutano il pathos e i grandi temi esistenziali.

Maria Grazia Lenisa:
Mai poesia religiosa è stata così tormentata ed ardua, e mai ricerca tanto accidentata e dilaniante, se non nell’itinerario dantesco (...) Veniero Scarselli, dall’alto del suo eremo, non assomiglia a nessun altro, anche la sua bava è poesia.

Mario Luzi:
Una poesia viva, attiva, che non solo risuona per la grande eloquenza, ma lavora e va alla scoperta.

Oreste Macrì:
Le opere di Scarselli sono saggi psicoanalitici nel laboratorio di se medesimo (...) Una dialettica fra razionale e irrazionale, fra materia e spirito, in cui la presenza del filosofo è costante.

Walter Mauro:
Poesia ardua e complessa, ma che forse indica alla parola poetica dell'oggi l'unica strada percorribile: quella che dalla concettualità del dettato conduce direttamente al mistero impenetrabile della scrittura; e in questo senso l'arsenale linguistico di Scarselli risulta quanto mai agguerrito e pertinente.

Giancarlo Oli:
E' il primo autore che dai tempi della scuola provo il gusto di leggere e rileggere e riascoltare (...) Solo un vero poeta, contro la folla anonima di critici e versificatori, poteva dedicare la sua vita alla poesia epica, senza piegarsi al vaniloquio imperante (...) Di libri così non se ne leggevano da moltissimi anni (...) Una poema che si legge d'un fiato e che riconferma Scarselli in primissimo piano nel panorama della poesia contemporanea.

Roberto Pazzi:
I libri di Scarselli sono fra le cose più notevoli che abbia letto negli ultimi anni (...) Egli ormai si è guadagnato un posto di assoluta originalità nella poesia contemporanea.

Antonio Piromalli:
Ideologia e linguaggio hanno una eccezionale novità. Non c'è nulla di simile, per originalità, nella nostra letteratura. Siamo oltre l'osceno, nel più segreto nocciolo umano (...) E' poesia altissima, che non ha rivali oggi.

Paolo Ruffilli:
E' poesia dalla formidabile potenza espressiva, specie in certi snodi, al culmine dei quali le parole scoppiano di colpo come dinamiti.

Mario Sansone:
Poesia sconvolgente fondata sopra una rigorosa e sconsolata concezione della realtà (...) su cui tuttavia pur ricorrono le luci della Bellezza, del Bene e del Vero (...) E’ Poesia che si distacca nelle forme e nei contenuti dalle consuete motivazioni liriche e stilistiche della poesia contemporanea.

Vittorio Vettori:
La singolarità, anzi l'unicità del caso Scarselli sta nell'intensissima emotività del dramma lirico e nell'alta solennità laicamente religiosa (...) Lo scavo in profondità nella dimensione viscerale e labirintica della natura umana si accompagna alla convincente assunzione in proprio di quel pensiero cristiano classico, eretico per l'effimero delle mode, ma ortodosso in una prospettiva di verità eterna che fa storicamente capo alla coscienza cosmica di Giordano Bruno, su una linea dove si ritrovano di secolo in secolo i massimi araldi dell'anima rinascimentale italiana.

Andrea Zanzotto:
Poesia di forte intensità che origina da una improrogabile necessità del dire (...) e che forma un insieme unitario traboccante di vitalità.

Lucio Zinna:
Poesia veramente singolare, spesso sconvolgente, al tempo stesso tenera e terribile, elementare e complessa, reale e surreale, personale e universale, visceralmente mistica, in cui animalità, razionalità e spiritualità drammaticamente si fondono nelle più recondite latebre dell'Io e si elevano a vera poesia, vera come sa essere quella che rifugge dagli orpelli e si fa scienza del sublime.



Veniero premiato nel 1993 a Firenze Palazzo Vecchio



Veniero premiato al Rhegium Julii nel 1998



Veniero invitato a Oslo nel 1995 per una conferenza sulla sua poesia. Qui è con Giancarlo Oli



Casa Scarselli la sala da musica




Veniero con la moglie nel 1999


La sala da pranzo e la tavola delle delizie